INTERNI 2 - GIANANTONIOMURATORI

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INTERNI 2


1980
PROTOCUBO


La trasformazione riguarda un alloggio di edilizia popolare di Franco Albini,


realizzato a Milano dal 1935 al 1938 nel quartiere IFCP Fabio Filzi.


La soluzione realizza una sorta di
letto in nicchia e porta a 160 cm dal pavimento il letto matrimoniale, 
in un alloggio alto 300 cm. 



La camera contiene uno studiolo, composto da una libreria a muro e da una scrivania che riceve luce dalla porta vetrata del balcone. 



Il volume sotto il letto, accessibile dalla camera e dal soggiorno, è utilizzato come armadio, credenza e ripostiglio. Dalla camera sono

raggiungibili due vani ad armadio, da cui si sfilano i vestiti, appesi su carrelli espositori, e un vano adibito a scarpiera.



Dal soggiorno sono accessibili un vano credenza, per bicchieri e piatti, una colonna di cassetti per tovaglie e un profondo vano ripostiglio, 



impraticabile perché non sufficientemente alto, in cui trovano posto aspirapolvere, attrezzi, ecc. 



Uno sportello, mascherato da un quadro, consente di aerare ulteriormente la nicchia e di guardare la televisione dal letto (nel suo spessore è



incassato un altoparlante collegato al radio-registratore e al giradischi, così da realizzare l’ascolto stereofonico nella zona pranzo).



Aspetti normativi a parte, l’aspetto funzionalmente meno risolto è l’accesso al letto, che avviene dal fondo, mediante una scala a pioli


(una scala ginnica da palestra) addossata verticalmente alla parete e inclinata quando serve. 




1986 
RISTRUTTURAZIONE 
DI UN ALLOGGIO 
Sant'Agata Feltria (RN)





1987 
MODIFICA INTERNA 
DI UN ALLOGGIO 
Milano
La scelta del letto alto, del 1980, è confermata in questo alloggio di tre camere più doppi servizi. L’esperienza legata al “Protocubo” contribuisce a risolvere in modo originale e compiuto il problematico accesso al letto, che

diventa l’elemento generatore della nuova organizzazione planimetrica. La soluzione del letto configura una nuova tipologia, tutelata con deposito di brevetto industriale. (vedi DESIGN - CUBO)

L’altezza dell'alloggio è di 270 cm; la pianta, a sinistra, presenta come vincoli: due pilastri al centro, la cucina in angolo, la posizione delle finestre, dei balconi e delle colonne di scarico. Le modifiche, a destra, collocano il Cubo nella camera confinante col soggiorno, la cui parete in comune è sostituita da una parete mobile pieghevole e impacchettabile a libro. Parte del suo volume è incassato in una nicchia formata dal pilastro e dalla parete che ridisegna la camera 

confinante a nord. La camera cede alla nicchia del Cubo il volume alto, ma può utilizzare il vano sottostante, ed è predisposta per un armadio incassato a muro. La camera a est viene leggermente stretta per ampliare quanto più è possibile il soggiorno, in cambio è allungata di poco. Anch’essa ha una nicchia per un armadio a muro. Viene recuperata superficie utile eliminando il piccolo ripostiglio e il disimpegno del bagno areato. 


Il ripostiglio è sostituito da due zone controsoffittate, l’antibagno può essere soppresso perché la parete mobile configura il bagno a servizio esclusivo della camera. La cucina in angolo confinata dietro il vano ascensore, entra, nella lunga visuale interna, a far parte della grande zona giorno.


Uno degli obiettivi maggiormente perseguiti è la possibilità di cogliere tutta la profondità del vano, identificata nelle diagonali di massima visibilità. l’apertura della parete mobile raddoppia la larghezza del soggiorno con una serie di conseguenze positive.



Il doppio affaccio muta le condizioni di aerazione e ancor più d’illuminazione di tutta la zona giorno. Il limite fisico che racchiude lo sguardo si allontana e questo permette di muoversi con un senso di spazialità dilatata che si prolunga visivamente, dalla porta del balcone, fino all’orizzonte. Può sembrare ovvio, ma la differenza sostanziale è tutta qui. Gli innumerevoli



gesti e spostamenti che durante il giorno, negli anni, si compiono stando in casa, avvengono dentro coordinate visive che confermano percettivamente l’esistenza dello spazio, in particolare di quello interno. Lo stesso spazio che nell’edificio, in tutti gli altri alloggi di medesimo taglio, si ripete racchiuso e distribuito in scatole murarie più piccole ai vari piani .



La realizzazione di un grande ambiente multifunzionale modifica le caratteristiche d’uso dell’intera abitazione e consente una più ricca varietà di esperienze spaziali. All’allargamento e all’articolazione


in pianta corrispondono infatti cambi in altezza, determinati dal ribassamento della zona controsoffittata di passaggio alla cucina e dall’alzarsi delle zone di accesso al letto, oltre che del letto stesso.


Il Cubo, a differenza dei mobili trasformabili, in cui c’è il timore di restare intrappolati nei meccanismi, è un letto a tutti gli effetti ed è sempre disponibile oltre che essere molto meno visibile rispetto al letto tradizionale. Configura un nuovo tipo  



di camera da letto direttamente inserito nella zona giorno e in tal modo libera la volumetria congelata nella camera tradizionale, ma più in generale apre una riflessione sulla possibilità di trasformare complessivamente gli alloggi.




1991 
AGENZIA VALTUR 
MILANO
C.so Venezia, 5

Lo spazio della zona destinata al rapporto diretto con i clienti, fortemente condizionato dalla stretta e profonda longitudinalità, è visivamente riequilibrato da una controsoffittatura bianca in doghe di alluminio, al di sopra della quale sono collocate le canalizzazioni e i diffusori dell'impianto di climatizzazione. Il pavimento in legno è costituito da lamelle di rovere, tipo pavimentazione industriale. Le pareti sono tinteggiate in acrilico di colore bianco. Per aumentare la percezione di larghezza dello spazio interno, sulla lunga parete di sinistra per chi entra, è collocata una fascia continua di specchi, alti dal piano delle scrivanie al controsoffitto. 
La zoccolatura, che va dagli specchi al pavimento, è realizzata con lo stesso tipo di legno della pavimentazione. Contigua allo spazio d'esposizione della vetrina c'è una zona d'attesa per i clienti, attrezzata con quattro poltroncine, un tavolino, una fioriera e un punto di distribuzione dei cataloghi. I punti di accoglienza sono costituiti da quattro scrivanie su cui trovano posto i terminali video, nascosti dal verde di numerose piante ornamentali; attorno ad esse vi sono dodici poltroncine di diversi e vivaci colori.
Sul fondo della zona destinata al rapporto diretto con i clienti, prima dello sportello cassa, è realizzato un secondo spazio d'attesa, attrezzato con tre poltroncine e un tavolino. 
Nella fascia medio alta delle vetrine laterali affacciate sul passaggio coperto, sono collocati tre lunghi cassonetti luminosi che verso strada e verso l'agenzia illuminano grandi diapositive con paesaggi esotici e foto dei villaggi Valtur.

 
Sotto ogni cassonetto una lunga mensola inclinabile può esporre oggetti o essere leggìo per cataloghi.
Le gigantografie diffondono all'interno una luminosità che si aggiunge alla luce naturale del fronte vetrato e delle vetrine laterali. 
Ulteriori fonti di luce sono le lampade a cupola, sospese sopra le scrivanie e i faretti dicroici disposti sulle zone in cui sono collocate le piante.


Il bianco delle pareti e del controsoffitto, il legno del pavimento e della parete a specchi, le piante che formano angoli verdi e nascondono ai clienti gli onnipresenti computer, 

le colorate poltroncine e le luminose diapositive di paesaggi lontani contribuiscono a ricreare la solare e sofisticata atmosfera dei villaggi.


 
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